Come calcolare la tariffa oraria da freelance
Formula pratica per calcolare la tariffa oraria da freelance in Italia: costi, tasse, ore fatturabili e errori da evitare.
Perché la tariffa oraria non può essere “a sensazione”
Uno degli errori più comuni tra i freelance — soprattutto all’inizio — è fissare la tariffa oraria guardando cosa chiedono gli altri o scegliendo un numero “che sembra giusto”. Il risultato è spesso una tariffa troppo bassa che non copre i costi reali, oppure troppo alta senza una giustificazione solida.
Calcolare la tariffa oraria richiede pochi dati concreti: quanto vuoi guadagnare, quanto paghi di tasse e contributi, quali sono i tuoi costi fissi e quante ore puoi realisticamente fatturare in un anno.
Se vuoi un risultato immediato, puoi usare il Calcolatore Tariffa Oraria di Sevedemo: inserisci reddito netto desiderato, giorni lavorativi, ore al giorno, spese annuali e percentuale tasse, e ottieni subito la tariffa oraria consigliata con il dettaglio annuale (reddito lordo, tasse, spese, netto).
In questo articolo vediamo la logica dietro quel calcolo, così puoi capire ogni passaggio e adattarlo alla tua situazione.
La formula base
Tariffa oraria = (Guadagno netto desiderato + Tasse e contributi + Costi fissi) ÷ Ore fatturabili annue
Vediamo ogni componente nel dettaglio.
1. Guadagno netto desiderato
Parti da quanto vuoi guadagnare netto all’anno — ciò che ti resta in tasca dopo tasse, contributi e spese. Un buon punto di partenza è chiederti: quanto guadagnerei come dipendente in un ruolo equivalente?
Per esempio, se un dipendente con le tue competenze guadagna 30.000 € netti all’anno, puoi partire da quella cifra. Come freelance avrai più flessibilità ma anche meno tutele (niente ferie pagate, malattia, TFR), quindi è ragionevole puntare un po’ più in alto.
2. Tasse e contributi
Questo è il punto dove molti freelance sbagliano i calcoli. L’importo dipende dal regime fiscale.
Regime forfettario (la scelta più comune per i freelance)
Il regime forfettario è il più usato dai freelance in Italia. Ecco come funziona nel 2026:
- Limite di fatturato: 85.000 € annui
- Imposta sostitutiva: 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività)
- Coefficiente di redditività: varia dal 25% all’86% in base al codice ATECO. Per le attività più comuni tra i freelance:
- Sviluppatori e consulenti informatici (ATECO 62.01, 62.02): 67%
- Professionisti (designer, consulenti, copywriter, ATECO 73.11): 78%
- Contributi INPS Gestione Separata: 26,07% del reddito imponibile (per professionisti senza cassa)
Esempio concreto — sviluppatore in forfettario (dopo i primi 5 anni):
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Fatturato annuo | — | 50.000 € |
| Reddito imponibile | 50.000 × 67% | 33.500 € |
| Contributi INPS | 33.500 × 26,07% | 8.733 € |
| Reddito imponibile netto | 33.500 - 8.733 | 24.767 € |
| Imposta sostitutiva | 24.767 × 15% | 3.715 € |
| Totale tasse + contributi | 12.448 € | |
| Netto in tasca | 37.552 € |
Lo stesso sviluppatore nei primi 5 anni (aliquota al 5%): pagherebbe circa 9.971 € di tasse e contributi, con un netto di circa 40.029 €.
Regime ordinario
Con il regime ordinario, il carico fiscale è più alto:
- IRPEF a scaglioni (dal 23% al 43%)
- Addizionali regionali e comunali
- Contributi INPS
- IVA al 22% (addebitata al cliente, ma da gestire)
In regime ordinario conviene accantonare almeno il 35-40% del fatturato per tasse e contributi.
3. Costi fissi annuali
I costi variano da freelance a freelance, ma le voci principali sono:
| Voce | Costo annuo indicativo |
|---|---|
| Commercialista | 800 - 2.000 € |
| Software e strumenti (Adobe, Office, hosting, ecc.) | 500 - 1.500 € |
| Hardware (ammortizzato su 3-5 anni) | 300 - 700 € |
| Coworking o quota ufficio | 0 - 4.000 € |
| Formazione e aggiornamento | 200 - 1.000 € |
| Assicurazione professionale | 200 - 500 € |
| Connessione internet, telefono | 300 - 600 € |
Un freelance che lavora da casa con costi contenuti può avere spese annue di circa 2.500 - 4.000 €. Chi usa un coworking o ha esigenze software più elevate può arrivare a 6.000 - 8.000 €.
4. Ore fatturabili annue
Questo è il dato che i freelance tendono a sovrastimare. Non tutte le ore lavorate sono fatturabili: amministrazione, contabilità, ricerca clienti, marketing, formazione e gestione email occupano una quota significativa del tempo.
Calcolo realistico:
| Voce | Giorni/Ore |
|---|---|
| Giorni lavorativi in un anno | 260 |
| Ferie e festività (non pagate) | - 30 giorni |
| Malattia e imprevisti | - 10 giorni |
| Giorni lavorativi effettivi | 220 giorni |
| Ore lavorate al giorno | 8 ore |
| Ore non fatturabili (admin, marketing, formazione) | - 30% |
| Ore fatturabili al giorno | 5,5 ore |
| Ore fatturabili annue | ~1.200 ore |
La stima di 1.200 ore fatturabili è conservativa ma realistica, soprattutto per chi è nella fase iniziale e dedica tempo alla ricerca di clienti. Freelance avviati con clienti stabili possono arrivare a 1.400-1.600 ore.
Il calcolo completo: esempio pratico
Prendiamo un designer freelance in regime forfettario (dopo i primi 5 anni) che vuole guadagnare 30.000 € netti:
| Voce | Importo |
|---|---|
| Guadagno netto desiderato | 30.000 € |
| Tasse e contributi stimati (~30% del fatturato in forfettario con coeff. 78%) | 18.500 € |
| Costi fissi annuali | 4.000 € |
| Totale da fatturare | 52.500 € |
| Ore fatturabili annue | 1.200 |
| Tariffa oraria minima | ~44 €/ora |
Questo significa che per portarsi a casa 30.000 € netti all’anno, questo designer deve fatturare almeno 44 € l’ora per 1.200 ore — oppure di più l’ora se lavora meno ore.
Vuoi fare lo stesso calcolo con i tuoi numeri? Usa il Calcolatore Tariffa Oraria gratuito di Sevedemo — inserisci i tuoi dati e ottieni il risultato in pochi secondi.
Tariffa oraria vs tariffa a progetto
La tariffa oraria è utile come base di calcolo, ma non è sempre il modo migliore per fatturare.
| Modalità | Quando usarla |
|---|---|
| Tariffa oraria | Consulenza, supporto tecnico, attività con scope variabile |
| Tariffa a progetto | Deliverable definiti (sito, logo, articolo) — calcoli le ore stimate e aggiungi un margine |
| Retainer mensile | Collaborazioni continuative — il cliente paga un fisso mensile per la tua disponibilità |
Per la tariffa a progetto, stima le ore necessarie, moltiplica per la tua tariffa oraria e aggiungi un margine del 15-20% per imprevisti e revisioni.
Errori comuni
Dimenticare le tasse
Se chiedi 25 €/ora pensando che siano tutti tuoi, alla fine dell’anno scoprirai che dopo tasse e contributi te ne restano circa 15-17 €. Calcola sempre la tariffa al lordo.
Sottostimare il tempo non fatturabile
Se pensi di fatturare 8 ore al giorno, 5 giorni a settimana, 50 settimane l’anno (2.000 ore), stai sovrastimando di almeno il 40%. Le ore realmente fatturabili sono circa 1.200-1.400.
Copiare le tariffe altrui
Le tariffe di un altro freelance riflettono i suoi costi, il suo regime fiscale, la sua esperienza e il suo stile di vita. La tua situazione è diversa. Usa la formula e calcola la tua.
Non aggiornare la tariffa
I costi aumentano ogni anno: software, commercialista, inflazione. Se non aggiorni la tariffa, il tuo netto diminuisce. Ricalcola almeno una volta all’anno.
Tabella di riferimento rapido
Per chi vuole un’indicazione veloce senza fare tutti i calcoli, ecco le fasce di tariffa oraria in Italia per livello di esperienza:
| Livello | Tariffa oraria indicativa |
|---|---|
| Junior (0-2 anni) | 20 - 35 €/ora |
| Mid-level (3-5 anni) | 35 - 60 €/ora |
| Senior (5+ anni) | 60 - 100+ €/ora |
Queste fasce rappresentano le tariffe medie di mercato. La tua tariffa specifica deve essere calcolata in base ai tuoi costi e obiettivi reali.
Domande frequenti
Come so se la mia tariffa è troppo bassa?
Se a fine anno il netto che ti resta non copre il costo della vita che vuoi mantenere, la tariffa è troppo bassa. Rifai il calcolo partendo dal netto desiderato e lavora a ritroso.
Posso chiedere tariffe diverse a clienti diversi?
Sì, ed è pratica comune. Progetti più complessi, urgenti o in settori specializzati giustificano tariffe più alte. L’importante è avere una tariffa minima sotto la quale non scendi.
Quanto devo accantonare per le tasse?
In regime forfettario, accantona circa il 25-35% del fatturato (a seconda del coefficiente di redditività). In regime ordinario, almeno il 35-40%. Metti questa quota da parte ogni volta che incassi una fattura.
Come gestisco i clienti che vogliono pagare meno?
Se un cliente non può permettersi la tua tariffa, puoi ridurre lo scope del progetto (meno deliverable, meno revisioni) piuttosto che abbassare la tariffa. In questo modo mantieni il valore del tuo tempo.
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